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Il genocidio degli Indiani del Nord America

 

Immagine non dell’articolo

 

di Raffaele D’Aniello - 09/03/2009
Fonte:
Civium Libertas [scheda fonte]

La distruzione, da parte dei coloni europei, della popolazione del Nuovo Mondo rappresenta una macchia indelebile. Tra il XVI e XIX secolo, spagnoli, portoghesi, francesi, inglesi e olandesi si macchiarono di molteplici, orribili crimini di massa, cancellando dalla faccia della terra non soltanto numerose etnie, ma un insieme di antiche culture.

Il genocidio dei Rom (II)

 

Immagine non tratta dal sito

 

Fonte: Liceo Cavour

Federica Dadone

Liceo classico “C. Cavour”

Classe III B

 

“I figli cadevano dal calendario/Yugoslavia Polonia Ungheria/I soldati prendevano tutti/E tutti buttavano via” (parole tratte da “Khorakhanè”, brano dell’album “Anime salve”): nel piccolo coro in ricordo dei gitani morti la voce di Fabrizio De Andrè si distingue per leggerezza e precisione. Ma di fatto, i figli del vento cominciarono a cadere molto prima del ciclone nazista. Gli zingari sono da sempre una razza perseguitata, periodicamente condannata ai campi nomadi, all’allontanamento, all’identificazione forzata. La loro è una storia infinita di persecuzioni, poco studiata e ancor meno conosciuta.

IL GENOCIDIO NAZISTA DEI ROM

 

 

Immagine non tratta dal sito

 

di Marco Tomasone

documento tratto dal sito Museo delle Intolleranze e degli Stermini – www.romacivica.net/amis



Nel dibattito relativo all'integrazione delle minoranze nella società, l'etnia Rom si ritaglia uno spazio del tutto particolare.

A differenza di molti altri gruppi minoritari i Rom si sono sempre rivelati molto restii nei confronti di possibili strategie integrazioniste. Difficoltà alimentate dalla problematica definizione di un gruppo che ancora oggi fatica a guadagnarsi lo status di minoranza, vivendo senza un proprio territorio e senza una lingua codificata ben precisa. La comunità zingara ha però imparato a sopperire a tali lacune grazie ad una storia e ad una serie di caratteristiche culturali ben specifiche che l’hanno qualificata come una sorta di "minoranza transnazionale" (Arlati -Manna - Cuomo, 1997, pag. 20).

Il genocidio armeno (II)

 

Fonte: Europa Oggi

Scritto da Gabriele Vecchione

01/06/09

I corpi accatastati di donne e bambini armeniIl genocidio armeno è stato il primo del ’900, nonché uno dei più dimenticati: Hitler lo prendeva a canone del massacro che serbava in mente: “chi parla ancora oggi del genocidio degli armeni?”. I responsabili sono rimasti pressoché impuniti, i manuali di storia hanno esitato a raccontare ed il governo turco lo nega esplicitamente ancor’oggi.

Nel 1876 sale al sultanato ottomano Abdul Hamid II, detto anche Sultano rosso o sanguinario, e si ritrova a guidare un impero in piena decadenza economica ed in preda ad una grave crisi emorragica: non poche popolazioni a lui sottomesse, spesso appoggiate da alcune forze europee, cominciano a reclamare indipendenza.

IL GENOCIDIO ARMENO

 

Fonte: Voce Armena

 

 

Gli Armeni sono gli abitanti autoctoni dell'Armenia e la loro presenza su quel territorio è documentata da testimonianze risalenti a più di 2500 anni fa. Fino all'inizio del ventesimo secolo  essi hanno abitato un vasto territorio che, estendendosi ben oltre i confini dell'attuale Repubblica Armena ex sovietica, ingloba il lembo nord-occidentale dell'Iran, tutta la parte orientale della Turchia, le regioni occidentali dell' Azerbaigian ed una parte nel sud della Georgia.

Su questo territorio gli Armeni già  più di duemila anni fa hanno costituito un proprio stato unitario che nel corso dei secoli  ha perso e più volte riconquistato la propria indipendenza, subendo a più riprese invasioni e dominazioni straniere.

All'inizio del  4° secolo  l'Armenia si convertì al Cristianesimo divenendo così il primo stato ad accettare la fede cristiana come religione di stato.

La dominazione straniera più lunga e nefasta per l'Armenia è stata quella dei Turchi che  vi penetrarono per la prima volta circa nove secoli fa e pian piano la soggiogarono instaurando un regime di pulizia etnica ante litteram, con soprusi, vessazioni, conversioni forzate all'Islam, periodici pogrom  e ricorrenti massacri.

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